LANFRANCHI NEL SOCIALE
I fratelli Lanfranchi donano un defibrillatore al Collecchio baseball

E’ tutto un florilegio di belle notizie. Prima l’annuncio che il ragazzo colpito da arresto cardiaco si è risvegliato; poi la decisione dell’azienda Lanfranchi, in particolare dei titolari Mario e Alessio, di donare un defibrillatore al Collecchio baseball, che lo terrà in sede a disposizione.

Mario e Alessio sono due vecchie glorie del Collecchio baseball. Erano entrambi lanciatori. Mario ha giocato dall’84 all’88, Alessio dal ’93 al ’98.
Adesso sono anche papà. Per questo concorso di circostanze sono rimasti particolarmente colpiti da quanto successo: “è accaduto sul campo dove abbiamo giocato per tanti anni, e ci ha impressionato perché è rimasto colpito un ragazzo che ha la stessa età dei ns figli. Abbiamo capito quanto sia importante avere a disposizione un defibrillatore, uno strumento che può salvare la vita. Per questo abbiamo deciso di dare la nostra disponibilità finanziaria alla società, perché possa acquistare al più presto questo importante strumento di soccorso immediato”.
Mario e Alessio, insieme ai dirigenti del Collecchio baseball, si recheranno nella sede dell’Assistenza volontaria, dove i responsabili dell’associazione forniranno loro tutti i consigli sul modello più adatto e sui corsi di formazione necessari per poter utilizzare il defibrillatore.
Al Collecchio baseball non si aspettavano questo gesto di grande generosità da parte dell’azienda Lanfranchi.
“In un primo momento siamo rimasti piacevolmente sorpresi – dice il presidente Carlo Levati- poi abbiamo riflettuto, e ci siamo resi conto che da due amici come Mario e Alessio dovevamo aspettarcelo.
Ci stanno dimostrando di avere ereditato le qualità umane del padre Lino.
Lino Lanfranchi, scomparso il 12 Dicembre 2009, è ancora oggi ricordato con commozione da tutta Collecchio: dalla stessa società del baseball, che l’ha avuto come sponsor per diversi anni; dalla Collecchio pallavolo, che ogni anno gioca in suo onore un importante torneo precampionato; da tutto il mondo del volontariato collecchiese, come la Casa di Risposo, il Colle, l’Avoprorit, che ha aiutato spesso quasi senza voler comparire.